Proverbi : 1 - 568 di 568
Cod/Categoria Brenzonal/Ita
10 Affari & soldi

L'è méi n'öf ancö che 'na galìna domâ

meglio un uovo oggi che una gallina domani

é meglio il poco sicuro oggi che il tanto incerto domani

20 Affari & soldi

Putòst de gnēnt, l'è méi putòst.

Piuttosto di niente è meglio piuttosto.

E' meglio qualcosa di poco conto che niente

30 Affari & soldi

L'è la mìgola che fa 'l tòc.

E' la briciola che fa il tozzo di pane.

E' il particolare insignificante che fa il tutto.

40 Affari & soldi

Chi g'à i schéi, g'à resô.

Chi ha i soldi, ha ragione.

.Chi ha i soldi decide il corso degli evvenimenti.

50 Affari & soldi

Pù i ghé n'à, pù i nè vorìa

più ne hanno e più ne vorrebbero

chi ha tanti soldi non si accontenta, ma ne vorrebbe sempre di più

60 Affari & soldi

Con gnēnt no' se fa gnēnt.

Con niente non si fa niente

Con niente non si fa niente

70 Affari & soldi

A morìr e a pagār sé fa sémpre òra.

A morire e a pagare si fa sempre in tempo

Morire e a pagare sono momenti che si vorrebbero rimandare al più tardi possibile

80 Affari & soldi

érghe i debič  no' pagarli l'è come no' érghei

Avere i debiti e non pagarli è come non averne.

Chi ha debiti e non si preoccupa di pagarli è come se non ne avesse.

90 Affari & soldi

Far él móna per no' pagār el dàsi.

Fare il finto tonto per non pagare le tasse.

Fingere ingenuità per non assolvere ai propri doveri.

100 Affari & soldi

La roba bòna no' la rèsta 'n botéga

La merce buona non rimane in negozio.

La merce di valore si vende con velocità, perchè tutti la vogliono.

110 Affari & soldi

Quande se g'à da negàrse, l'è méi negàrse 'n del négre.

Quando si vuole annegare, è meglio annegare dove l'acqua è profonda.

Quando si deve rischiare è meglio farlo dove ci sono più garanzie di successo.

120 Affari & soldi

I schèi i fa schèi, i piòc i fa piòc

I soldi fanno soldi, i pidocchi fanno pidocchi.

Chi ha denaro diventa sempre più ricco, chi è povero rimane tale o peggiora la propria condizione.

130 Affari & soldi

Chi sbàlia dé testa, paga dé scarsèla.

Chi sbaglia di testa, paga di tasca sua

Chi commette degli errori ci rimette con il proprio denaro.

140 Affari & soldi

Él sincéer e 'l galantòm el sarà sempre 'n pòre òm

L'uomo sincero e il galantuomo saranno sempre dei poveretti.

150 Affari & soldi

A chi nasi desfortunà, piövi sul cul anca se l'è sentà.

A chi è sfortunato piove sul sedere anche se è seduto.

La sfortuna colpisce le sue vittime anche quando queste si trovano in condizioni favorevoli.

160 Affari & soldi

I coióni dei câ e i schèi dei poaréč  i è sempre 'n vista.

I genitali del cane e i soldi dei poveri sono sempre in vista.

170 Affari & soldi

Val pù 'n soldo guadagnà che dō risparmiā.

Vale più un soldo guadagnato che due risparmiati.

Costa maggior fatica guadagnarsi da vivere che cercare di risparmiare 

180 Affari & soldi

Molār l'àgola per ciapār el varô.

Lasciare l'alborella per prendere il varone.

Lasciar perdere un affare di poco conto per assicurarsene uno importante.

190 Affari & soldi

Chi no' ròba no' fa ròba.

Chi non ruba non si arricchisce.

Chi non è scaltro negli affari non farà mai fortuna.

200 Affari & soldi

Tra arte e bó∫ía, se vendi la mercansìa.

Con l'arte e la bugia, si vende la mercanzia.

Con l'arte di arrangiarsi e mentendo si riesce a piazzare qualsiasi affare

210 Affari & soldi

No' se g'à se no' quel che se gòdi

Non si ha se non quello che si gode.

Non si possiede veramente se non ciò che si gode.

220 Affari & soldi

Chi 'mpresta, el perdi 'l mànec e ànca la sésta.

Chi impresta perde il manico e anche la cesta.

Chi impresta non si deve aspettare di ritorno nulla.

230 Affari & soldi

La roba a bô mercà la strasa la borsa.

La merce a buon mercato rovina la borsa.

La merce a buon prezzo invoglia il cliente a spendere comprando anche ciò di cui non ha bisogno.

240 Affari & soldi

Chi più spéndi meno spéndi.

Chi fa un acquisto di valore, spende meno perchè l'oggetto è destinato a durare.

250 Affari & soldi

Él pèrder l'è parēnt del piàn∫er.

Perdere è parente del piangere.

Perdere e piangere sono azioni che spesso si verificano contemporaneamente.

260 Affari & soldi

I schèi i fa balār l'orso.

I soldi fanno ballare l'orso.

Con i soldi si può fare tutto.

270 Affari & soldi

Schèi e amicìsia i stòfega la giustìsia.

I soldi e l'amicizia soffocano la giustizia.

Il denaro e gli amici possono rendere parziale il giudizio.

271 Affari & soldi

L'è nassù, l'ha dit, l'à fat, l'è nà,  l'è vegnù, l'ha brigà, l'è mort e l'ha lassà chi tutt. 

E' nato, ha detto, ha fatto, è andato, è venuto, ha combinato, è morto e ha lasciato qua tutto.

280 Animali

Se la galina la tasese nisùni savaria che l'à fat l'öf.

Se la gallina non chiocciasse nessuno saprebbe che ha fatto l'uovo

Non dire mai  troppo ...

290 Animali

De nòt tute le vache le è mòre.

Di notte tutte le mucche sono scure.

pensaci

300 Animali

La prima galina che canta l'à fat l'öf.

La prima gallina che canta ha fatto l'uovo.

310 Animali

Le bèstie se le trata da bèstie.

Gli animali si trattano da animali.

320 Animali

Le mosche le va drē ai musi magri.

Le mosche girano attorno agli asini magri.

La gente si accanisce su chi è già in disgrazia.

330 Animali

Chi sérca cavàl e fénna sensa difèt, no g'avarà mai cavàl 'n la stala e fénna 'n del lèt.

Chi cerca un cavallo o una donna senza difetto, non avrà mai un cavallo nella stalla e una donna nel letto.

340 Animali

Él pés el g'à da noār trie volte : prima ne l'aqua, po' ne l'oio e la tersa nel vî.

Il pesce deve nuotare tre volte : prima nell'acqua, poi nell'acqua, poi nell'olio e la trerza nel vino.

350 Animali

A magnaar el servèl del pès, se devénta 'nteligenti.

se si mangia il cervello del pesce si diventa intelligenti.

360 Vari

Galina vècia fa bô brö.

La gallina vecchia fa buon brodo.

370 Animali

Méi éser béc e érghe da becār, che no' éser béc e no' érghe da magnār.

É  meglio essere becco e avere di che mangiare, che non essere becco e non avere di che mangiare.

380 Animali

L'ospite l'è come el pès : dopo tri dī èl tàca a spusār.

L'ospite è come il pesce : dopo tre giorni comincia a puzzare.

390 Animali

Él pes gròs él magna el pés pìcol.

Il pesce grosso mangia il pesce piccolo.

400 Animali

Tégni n'oč al pés e n'antre al gat.

Con un occhio guarda il pesce e con l'altro il gatto

410 Animali

Méi n'à∫en vīf che 'n dotór mōrt.

Meglio un asino vivo che un dottore morto.

Meglio essere una persona ignorante, ma viva che essere un dottore morto

420 Animali

Liga 'l muso 'nde 'l völ él sò padrô.

Lega l'asino dove vuole il suo padrone.

Fare come i padroni comandano, anche se sbagliano.

430 Animali

Él nās dei gač, i ∫enoč dei òmegn e 'l cul del fénne i è sempre fréč.

Il naso dei gatti, le ginocchia degli uomini e il sedere delle donne sono sempre freddi.

440 Animali

Méi en sōrs en boca a 'n gat, che n'òm per le mâ de 'n avocàt.

Meglio un topo in bocca a un gatto, che un uomo in mano a un avvocato.

450 Animali

Quande 'l gat él dòrmi, i sòors i bala.

Quando il gatto dorme i topi ballano.

460 Animali

Câ che sbaia no' mòrdi.

Cane che abbaia non morde.

470 Animali

Câ no' magna câ.

Il cane non mangia altro cane.

Ogni simile rispetta e difende il proprio simile.

480 Animali

Daghe al câ  che l'è rabiōs.

Picchia il cane quando è rabbioso.

Invito sarcastico ad infierire su chi è incattivito.

490 Animali

Él câ de tanč padrô él möri de fam.

Il cane di tanti pradroni muore di fame.

500 Animali

En cólp córi la léor, en cólp córi 'l câ.

Una volta corre la lepre, una volta corre il cane.

510 Animali

L'è méi en bô à∫en che sènto parēnč.

E' meglio un buon asino che cento parenti.

520 Animali

Chi ghe fa la barba al muso, perdi l'aqua e anca él saô.

Chi fa la barba a un asino, perde l'acqua e anche il sapone.

Si dice di chi perde tempo e risorse inutilmente.

530 Animali

Vàrdete dal câ che non ∫baia e dal cortèl che no' tàia.

Diffida del cane che non abbaia e del coltello che non taglia.

540 Animali

Sia da 'n caval che da 'n mul, staghe trī pass lontâ dal cul.

Resta a tre passi di distanza sia dal sedere del cavallo che da un mulo.

550 Animali

A giutàr i a∫egn se ciàpa sól pesatàe.

Se si aiutano asini , si prendono solo calci.

560 Animali

Galina che sta 'n ca', se no' la bècola, l'à ∫a becolà.

Gallina che sta in casa, se non mangia, ha già mangiato.

570 Animali

Per gnént no mövi la cóa gnanca él mùso.

Nemmeno l'asino muove la coda se ne ha qualche utilità.

580 Arti & mestieri

Nel caamp nàrghe, én botega stàrghe.

Nel campo andarci, in negozio starci.

In campagna si va saltuariamente, in negozio è necessario essere sempre presenti.

590 Arti & mestieri

Empàra l'arte e métela da parte.

Impara il mestiere e mettilo da parte.

E' sempre utile imparare un mestiere perchè può tornare utile nella vita.

600 Arti & mestieri

Val pù la pratica che la gramàtica.

Vale più la pratica che la grammatica.

In un mestiere vale di più fare pratica che non sapere la teoria.

610 Arti & mestieri

Vöia de laorār sàlteme adòs, laóra ti che mi no' pòs.

Voglia di lavorare saltami addosso, lavora tu che io non posso.

Si dice di chi ha poca voglia di lavorare.

620 Arti & mestieri

L'è méi magnār sforsà che laorār de gusto.

E' meglio mangiare per forza che lavorare di gusto ( a pieno ritmo).

630 Arti & mestieri

∫öbia vegnùa stemàna perdùa.

Quando giunge giovedì la settimana è persa.

Quando si giunge a giovedì oramai la settimana lavorativa è quasi finita e si può produrre ancora poco.

640 Affari & soldi

Co' le ciàcole no' se fa frìtole.

Con le chiacchere non si fanno fritelle.

Per quanti hanno l'abitudine di chiacchierare e non portare a termine un lavoro.

650 Arti & mestieri

Co' la léngua 'n bóca se va dapertut.

Con la lingua in bocca si va dappertutto.

Quando si possiede facilità di parola si può andare ovunque.

660 Arti & mestieri

No' gh'è polsār che strache.

Non c'è riposo che stanchi.

Il riposo non stanca mai.

670 Arti & mestieri

Él prim dì che se va  'n montagna no' se fa formài.

Il primo giorno che si va in montagna non si fa formaggio.

Il primo giorno che si intrapprende un'attività si realizza  poco.

680 Arti & mestieri

Co' l'ùcia e la peséta vivi la siora e anca la poaréta.

Con l'ago e la stoffa vive la signora e anche la poveretta.

Con l'arte della sartoria vive sia chi è povero sia chi è ricco.

690 Arti & mestieri

Doperar ōnt de gómbi.

Adoperare olio di gomito.

Strofinare con tutta l'energia delle braccia.

700 Arti & mestieri

Sèt sartōr i pociàva l'ovét, én sol scarpolïn sfornava 'n galét.

Sette sarti intingevano il pane nell'uovo, un solo calzolaio sfornava un galletto.

All'epoca probabilmente i sarti guadagnavano meno dei calzolai e quidi non potevano permettersi cibi succulenti, forse anche perchè la loro attività era meno richiesta.

710 Arti & mestieri

A bö soldà ogni arma ghé fa

ad gni buon soldato ogni arma va bene

chi sa fare bene il proprio mestiere non necessita di strumenti eccezionali e si sa arrangiare anche nel caso in cui non ne abbia a disposizione di più adatti

720 Arti & mestieri

Óf, Ófelèr, a ognû èl sò mistēr.

A ognuno il suo mestiere

A ognuno riesce bene il mestiere che ha imparato. Può essere un ammonimento a chi vuole fare il mestiere degli altri

730 Arti & mestieri

Contadī, contadī, scarpe gròse e servèl fî.

Contadino, contadino scarpe pesanti cervello fino.

Il contadino che esteriormente si presenta rozzo, possiede secondo l'opinione comune un cervello fino ossia è persona assennata ed intelligente.

740 Arti & mestieri

Chi no' sa fār, désfa.

Chi non sa fare disfa.

Chi non sa fare il proprio mestiere fa solamente danni.

750 Arti & mestieri

Chi no' risica no' rosica.

Chi non rischia non rosica.

Chi non rischia anche nel lavoro non guadagna.

760 Arti & mestieri

Fār e desfār l'è tut en laorār.

Fare e disfare è tutto un lavorare.

Il fare e il disfare comportano entrambi una fatica.

770 Arti & mestieri

Piövi 'n da via, tompesta 'n botèga.

Quando piove per la strada c'è tempesta in negozio.

Il cattivo tempo tiene lontani gli acquirenti dai negozi.

780 Arti & mestieri

Él fiöl de 'l scarpolî él va via co' le scarpe ∫bu∫e.

Il figlio del calzolaio va in giro con le scape bucate.

Spesso chi fa un mestiere dedica più tempo al cliente che non a se stesso.

790 Arti & mestieri

Chi arte no' sa, botéga sère.

Chi non conosce l'arte chiuda bottega.

Chi non sa fare un mestiere lo abbandoni.

800 Arti & mestieri

Pégri a magnār, pégri a laorār.

Lenti a mangiare, lenti a lavorare.

Si crede che chi é lento nel mangiare sia lento anche a lavorare.

810 Arti & mestieri

Luna 'n pè, marinār sentà; luna sentà marinār 'n pè.

Luna in piedi marinaio seduto, luna distesa marinaio in piedi.

Quando lo spicchio di luna è in piedi e quindi il mare è calmo e quindi il marinaio può stare tranquillo, quando la luna assume una posizione più orizzontale il marinaio deve darsi da fare perchè il mare è mosso.

820 Arti & mestieri

I laòr fač de festa i vê dentre dala porta e i va föra dala finestra.

I lavori fatti in giorno di festa entrano dalla porta e vanno fuori dalla finestra.

I lavori fatti in giorno festivo sono poco produttivi.

830 Arti & mestieri

Quande 'el sol el tramonta i a∫en i pónta.

Quando il sole tramonta gli asini puntano le zampe.

Quando finisce la giornata solo allora i fannulloni si danno da fare.

840 Arti & mestieri

A nār en  ∫o ogni sānt aiuta, a nār en su la ghe völ tuta.

Ad andare in giù ogni santo aiuta, ad andare in su ci vuole tutta la forza.

Per affrontare le prove in discesa è semplice, per affrontare quelle in salita ci vuole molta forza di volontà.

850 Arti & mestieri

Chi sèrvi 'n comû no' servi nisû.

Chi serve in comune non serve nessuno.

860 Arti & mestieri

I preti i vivi di carne morta, i dotōr de carne malā, i avocati de carne stigā.

I preti vivono di carne morta, i medici di carne malata, gli avvocati di carne arrabbiata.

I preti lavorano con i funerale, i medici lavorano se ci sono malati, gli avvocati se ci sono liti fra persone.

870 Arti & mestieri

Quando manca i cavai i musi i trota.

Quando mancano i cavalli gli asini trottano.

Quando mancano le persone che generalmente lavorano in prima fila, si danno da fare coloro che lavorano dietro le quinte.

880 Campagna & oliva

La tèra l'è basa oppure La tèra la tira 'n tèra.

La terra è in basso oppure la terra attira verso il basso.

La terra è faticosa e ci si ammazza per coltivarla.

890 Campagna & oliva

Él prà 'l fa la vaca, la vaca la fa 'l prà.

Il prato fa crescere la mucca, la mucca fa crescere il prato.

900 Campagna & oliva

Ó paia o fê basta che 'l sac èl sie piê.

O paglia o fieno basta che il sacco sia pieno.

L'importante è che vi sia sempre cibo per allevare gli animali.

910 Campagna & oliva

Gràsa de porsèl no 'ngrasa né cāmp né orte∫el.

Il letame di maiale non ingrassa né il campo né il piccolo orto.

Gli escrementi di maiale non sono adatti a concimare né il campo né il piccolo orto.

920 Campagna & oliva

Chi g'à cāmp, càmpa.

Chi ha campagna, vive.

Colui che possedeva campagna, un tempo poteva vivere discretamente; oggi questo non è sempre vero.

930 Campagna & oliva

Él cāmp no 'l deventa mai vèč.

Il campo non diventa mai vecchio.

La terra non invecchia mai.

940 Campagna & oliva

Chi pianta no' gòdi.

Chi pianta non gode.

Chi pianta non vede i frutti dell'albero seminato. Lo si diceva in particolar modo in riferimento all'olivo, che in antico prima di arrivare a debita produzione, impiegava un tempo più lungo dell'esistenza del contadino che lo aveva piantato.

950 Campagna & oliva

Le scarpe del contadîn non le farà mai 'na bèla tébia.

Le scarpe del contadino non lasceranno mai una bella impronta.

Ciò accade perchè le calzature che indossa sono grossolane e di mediocre fattura, confezionate con materiali poco idonei.

960 Campagna & oliva

Tri a∫en e 'n contadî fa quatre bèstie.

Tre asini e un contadino fanno quattro bestie.

Tutti e quattro infatti erano sottoposti a grandi fatiche quotidiane.

970 Campagna & oliva

Na barba mal fata e 'n prà mal segà, non i è mai stā la roìna de nisùni.

Una barba mal fatta e un prato mal tagliato non sono mai stati la rovina di nessuno.

980 Campagna & oliva

A chi no völ far faìga èl cāmp èl ghe dà ortìga.

Al contadino che non vuole faticare il campo produce solo ortiche.

990 Campagna & oliva

A somenār col vēnt, se perdi la soménsa.

A seminare il campo in presenza del vento si disperde la semente, e quindi di conseguenza anche il futuro raccolto.

1000 Campagna & oliva

Chi g'à 'na vachéta g'à 'na boteghéta.

Colui che ha una piccola mucca possiede una piccola bottega.

Chi alleva una piccola mucca possiede una fonte di guadagno come se possedesse una bottega.

1010 Campagna & oliva

Chi dèsfa 'l bosc e dèsfa 'l prà fa dàno e no' lo sa.

Chi distrugge il bosco e il prato fa danno senza conoscerne le conseguenze.

1020 Campagna & oliva

Quande te nase scarognà, te scape dal muso e la vaca te trà.

Quando nasci scarognato, fuggi dall' asino e la mucca ti tira un calcio.

1030 Campagna & oliva

I nòs vèč i s'à magnà i cāmp e i 'nà lasà i provèrbi.

I nostri vecchi si sono mangiati i campi e ci hanno lasciato in eredità almeno i proverbi.

1040 Campagna & oliva

Só legna de fò: prést te me vede prést me ne vò.

Sono legno di faggio: in fretta mi vedi e in fretta me ne vado, in quanto brucio velocemente nel focolare.

1050 Campagna & oliva

Quande 'l gremàl el lima la crésta, l'oliva l'è présta.

Quando el "gremal" sfiora le cime alte delle piante cariche di olive, la raccolta è abbondante ed esso si riempie in breve tempo.

1060 Campagna & oliva

En cusét de oliva 'l t'envöia e 'l te obrìga.

Un pugno di olive ti invoglia e ti obbliga.

Un pugno di olive fermatosi sul prato o perchè fuoriusciti dai teli stesi sul terreno o raccoltosi all'interno di qualche radice, perchè sfuggito alle mani durante la raccolto col "gremal", ti invita e ti costringe a raccattarlo.

1070 Campagna & oliva

El goiōr che raspa l'oliva, del bròc no 'l s'entriga.

L'uomo che raccoglie l'oliva del ramo non si preoccupa.

Colui che stacca le olive, preoccupato della quantità da raccogliere in breve tempo, non presta dovuta attenzione al danno che provoca, strappando maldestramente molti rametti.

1080 Campagna & oliva

La fòrbes te mónda, la primavera te 'nonda.

La forbice ti pota la pimavera t'inonda.

Durante il processo di potatura le forbici privano l'ulivo di molti suoi rami: quelli superficiali e quelli che hanno già fortificato: la primavera, col suo tepore, stimola la nascita e lo sviluppo di nuovi polloni. In altre parole quello che le forbici "rubano" viene reintegrato in maniera abbondante dal soffio rigenerante della primavera.

1090 Medici & medicine

I dotōr e le patate i g'à i fruč sóto tèra.

I dottori e le patate hanno i frutti sotto terra, cioè come le patate sono sotto terra così lo sono i pazienti dei medici.

1100 Medici & medicine

I dotōr e la guèra, i spopola la tèra.

I dottori e la guerra spopolano la terra, cioè fanno molte vittime.

1110 Medici & medicine

Sa pù 'n à∫en e 'n dotōr, che 'n dotōr da per èl.

Sanno più cose un asino e un dottore insieme, che un dottore da solo.

1120 Medici & medicine

Él mal él vê a cavàl e 'l va via a pè.

Il male arriva a cavallo e se ne va a piedi.

Il male, la malattia, arriva in modo acuto ma ci vuole tempo per guarire.

1130 Medici & medicine

A dièta él mal èl se chièta.

A dieta il male regredisce.

1140 Medici & medicine

Amòr, tòs e pànsa no' se i scondi.

L'amore, la tosse e la pancia, per quanti sforzi si facciano, non si riesce a nasconderli.

1150 Medici & medicine

I dolór i è come i soldi, chi ghe i ā i se i tegni.

I dolori sono come i soldi, chi ce li ha. se li tiene.

1160 Medici & medicine

Chi no' g'à fam, o l'è malà o l'à magnà.

Chi non ha fame o è ammalato o ha già mangiato.

1170 Medici & medicine

Chi g'à la sanità, l'è 'n siór e no' lo sa.

Chi gode di buona salute è un ricco e non lo sa.

1180 Medici & medicine

Chi völ  star sâ, pise spés come i câ.

Chi vuole essere in salute, urini di frequente come fanno i cani.

1190 Medici & medicine

Magna da sâ e bevi da malà

Mangia come una persona sana , cioè senza limiti particolari, e bevi come una persona ammalata, cioè con moderazione

1200 Medici & medicine

L'aria de matina, l'è 'na bóna medisìna.

L'aria fresca della mattina è una buona medicina, cioè molto salutare.

1210 Medici & medicine

Sòl da vedri e aria de fesùra, i porta l'òm a la sepoltura.

Prendere il sole attraverso i vetri ed essere esposti alle correnti d'aria portano l'uomo alla sepoltura, o meglio alla malattia.

1220 Medici & medicine

Mal de pèl, sanità de buèl.

Piccoli sfoghi della pella sono segni di benessere generale.

1230 Medici & medicine

Tromba de cul sanità de corp, aiùteme cul se no sò mōrt.

Fare "aria", è segno di buona salute; chi è in salute può darsi delle "arie".

1240 Medici & medicine

Co' i ani, vê i malani.

Con l'avanzare dell'età cominciano gli acciacchi.

1250 Medici & medicine

Pù che več no' se deventa.

Più che vecchi non si diventa.

1260 Medici & medicine

Per le bugànse, aqua de magio.

Per curare i geloni, la buona stagione è l'ideale.

1270 Medici & medicine

La malva, da ogni mal la salva.

La malva è ideale per curare molti mali.

1280 Medici & medicine

No' ghe erba che varde 'n su che no g'abie la sóa vertù.

Non c'è erba che guarda in su che non possieda la sua virtù.

Non c'è erba che cresce nei prati che non abbia una sua particolare qualità medicamentosa.

1290 Medici & medicine

Mei strasār scarpe che ninsöi.

Meglio stracciare le scarpe che le lenzuola.

Meglio consumare le scarpe per il grande lavoro che le lenzuola per le malattie.

1300 Medici & medicine

Morìir l'è l'ultima capèla che se fa.

Morire è l'ultima cretinata che si fa.

1310 Medici & medicine

Fin che i dotōr i pensa, el malà el möri.

Mentre il medico pensa il malato muore.

Critica alla lentezza con cui operano i medici e la medicina.

1320 Santi

A Santa Crōs, pâ e nōs.

A Santa Croce pane e noci.

1330 Santi

A San Martî el móst el devénta vî.

A San Martino il mosto diventa vino.

1340 Santi

Da la Befana la rava l'è vana.

Dalla befana la rapa non è più saporita.

1350 Santi

L'istà de San Martî la dura tri dī e 'n pochetî.

L'estate di San Martino dura tre giorni e un pò di più.

1360 Santi

L'aqua de l'Asensiô fa bèla la stagiô.

L'acqua dell'Ascensione fa bella la stagione.

1370 Santi

Schèrsa coi fanti e lasa stār i Santi.

Scherza coi fanti e lascia stare i Santi.

1380 Santi

Chi g'à 'l Sānt g'à anca 'l miràcol.

Chi ha il Santo ha pure il miracolo.

1390 Santi

Sensa Sānč no' se va 'n Paradīs.

Senza Santi non si va in paradiso.

1400 Santi

Ogni Sānt el völ la sóa candela.

Ogni Santo vuole la sua candela.

Ogni Santo richiede la sua devozione; metaforicamente: a ognuno bisogna riconoscere i meriti di quello che si è guadagnato.

1410 Santi

Denànsi al prete, al frate e al capitèl levève sempre 'l capèl.

Davanti al prete, al frate e al capitello, levatevi sempre il cappello.

Questo proverbio sottolinea come nel passato erano tenuti in grande considerazione la venerazione e il rispetto per gli "uomini di Dio" e per tutti i segni della presenza divina.

1420 Santi

A Santa Lùsia el frét el crusia.

A Santa Lucia il freddo si fa sentire.

1430 Santi

A San Michèl èl cālt èl va 'n ciel.

A San Michele il caldo sale in cielo.

Circa le osservazioni atmosferiche di questo periodo il pessimismo ha il sopravvento sull'ottimismo.

1440 Santi

A San Luca i nèspoi i sè spelùca.

A San Luca le nespole si staccano dall'albero.

Dal giorno di San Luca (18 Ottobre) si può iniziare la raccolta delle nespole in concomitanza con la raccolta delle castagne.

1450 Santi

A San Martî se vestisi l'grant e anca el picinî.

A San Martino si veste l'adulto e il bambino.

Con l'arrivo di San Martino è bene pensare a coprire dal primo freddo sia l'adulto che il bambino.

1460 Santi

A San Valentî el filò el se fa fî.

A San Valentino il filò si fa corto.

A San Valentino il filò (ossia le le riunioni serali che si svolgevano nelle stelle) durava sempre meno fino a scemare con l'arrivo della buona stagione.

1470 Santi

A San Bastiâ crèpa e câ.

A San Sebastiano crepa e cane.

A San Sebastiano si possono "crepare" le cortecce degli alberi a causa del freddo "cane"!

1480 Santi

San Bastiâ co' la viöla 'n mâ.

San Sebastiano con la viola in mano.

A San Sebastiano si gira tenendo in mano le prime viole che annunciano il prossimo arrivo della primavera.

1490 Santi

San Bastiâ n'ora 'n mâ.

A San Sebastiano un'ora in mano.

A San Sebastiano i giorni si sono allungati guadagnando un'ora di sole in più.

1500 Santi

Sant' Antòni, San Bastiâ e Sant' Agnēs i è i trī mercanti de la nēf.

Sant' Antonio, San Sebastiano e Santa Agnese sono i tre mercanti della neve.

La loro memoria cade in pieno inverno e quindi vengono visti come i portatori della neve.

1510 Santi

A San Michél le strase le sa de mél.

A San Michele gli indumenti sanno di miele.

Verso la fine di settembre, indossare qualche indumento in più fa sicuramente piacere.

1520 Santi

I Sānč denansi, Sant' Andrea 'n da schena.

I Santi davanti, Sant' Andrea nella schiena.

I Santi all'inizio di novembre e Sant' Andrea alla fine.

1530 Santi

A San Marc la föia la cuèrta él cāmp.

A San Marco la foglia copre il campo.

A fine Aprile le foglie hanno già coperto le piante del campo.

1540 Santi

A San Pietro l'oliva l'è 'n grâ de pévre, de agóst la fa l'òs.

A San Pietro l'oliva è come un grano di pepe, ad Agosto l'oliva fa l'osso del nocciolo.

1550 Santi

A San ∫oàn chi no ne ciapa, l'è sò dan.

A San Giovanni chi non ne cattura ha un danno.

Nelle calde notti di giugno si rinnova ogni anno la frega delle agole ( alborelle ); si spera nel bel tempo, nella luna per poterle pescare in abbondanza.

1560 Santi

A San Ròc se fila 'n fusòt.

A San Rocco si fila un fuso di lana.

Cadendo la festa di San Rocco nella seconda metà di agosto, le donne di casa già pensavano a filare con il fuso la lana, pronta per confezionare più tardi le maglie utili per difendersi dai rigori invernali.

1570 Santi

A San Michél la merénda la va 'n ciel.

A San Michele la merenda va in cielo.

L'accorciarsi delle giornate nel periodo autunnale costringeva i bambini a "saltare" la merenda sostituita da una cena anticipata.

1580 Santi

A San Martî s'endrisa 'l scalî.

A San Martino si mette in piedi lo scalino.

A San Martino tradizionalmente s'iniziava la raccolta delle olive.

1590 Santi

A Santa Caterina se stàla 'l bò e la bésina.

A Santa Caterina si accompagnano in stalla il bue e il vitello.

1600 Santi

Da Santa Caterina se giasa l'acqua 'n cosina.

Da Santa Caterina si ghiaccia l'acqua in cucina.

A Santa Caterina inizia la stagione invernale e quindi la temperatura ghiacciava l'acqua conservata nei secchi in cucina.

1610 Sposi, amore, figli, matrimoni

En cà dei galantòmegn, prima le fènne e pò i òmegn.

In casa dei galantuomini prima le donne e poi gli uomini.

Il detto può sorprendere se si considera tanta cavalleria nei confronti della donna, in una società dove ella era stimata poco più di una fattrice. Forse, perciò, il motto serviva a giustificare i genitori per una nascita non troppo desiderata.

1620 Sposi, amore, figli, matrimoni

Se tuč i bàas i fuse buus, tuč i muus i seria sbuus.

Se tutti i baci causassero buchi, tutti i volti sarebbero bucati.

1630 Sposi, amore, figli, matrimoni

Dopo i confèč, vê i defèč.

Dopo le prime gioie dell'amore, si scoprono i difetti del coniuge.

1640 Sposi, amore, figli, matrimoni

Da brute sòche vê föra bèle stèle.

Dai ceppi contorti escono i pezzi di legna migliori.

1650 Sposi, amore, figli, matrimoni

Quande no' ghe n'è déntre, no ne vê gnanca föra.

Quando una persona non ha valore, non se ne ricava nulla.

1660 Sposi, amore, figli, matrimoni

Fiöi e ninsöi no' i è mai masa.

Figli e lenzuola non sono mai troppi.

1670 Sposi, amore, figli, matrimoni

A taola e 'n lèt no' ghe völ rispèt.

A tavola e a letto non ci vuole rispetto.

1680 Sposi, amore, figli, matrimoni

Per la compagnia  s' à maridà anca  'n frate.

Per avere compagnia si è sposato perfino un frate.

1690 Sposi, amore, figli, matrimoni

Vî vèč e fènna ∫òvena.

Vino vecchio e donna giovane.

1700 Sposi, amore, figli, matrimoni

Töla ∫óvena, còrni e crōs; töla vècia, péč  e t ós.

Prendila giovane, corna e croce, prendila vecchia peti e tosse.

1710 Sposi, amore, figli, matrimoni

Él frut no 'l va ∫o lontâ da la sóa pianta.

Il frutto non cade lontano dalla sua pianta.

Metaforicamente: il figlio porta con sè le proprie origini.

1720 Sposi, amore, figli, matrimoni

L'è na val che se bru∫a.

L'espressione ha più di un significato: può indicare una situazione piuttosto nera, gli affari che fanno male; può avere il valore di una quasi imprecazione, quando nonostante l'impegno e la fatica non si riesce a finire un lavoro; oppure si tratta di un'aperta protesta per i

1730 Sposi, amore, figli, matrimoni

No 'l la vedi gnanca tuta.

Non la vede nemmeno tutta.

Si dice di una persona pazzamente innamorata. Stravede per lei.

1740 Sposi, amore, figli, matrimoni

El prim l'è dei curiōs, el secónt dei spōs, el tèrs l'è dei več .

Il primo figlio è dei curiosi, il secondo degli sposi, il terzo delle persone un po' attempate.

1750 Sposi, amore, figli, matrimoni

En popà e 'na mama i mantégni dēs fiöi, en fiöl no' mantégni  'na mama. 

Un papà e una mamma mantengono dieci figli, un figlio non mantiene una mamma.

I genitori crescono e mantengono i figli, con difficoltà i figli curano e mantengono i genitori.

1760 Stagioni & mesi

Del bô témp e de la bòna ƒent no' se se stufa mai.

Del bel tempo e della buona gnte non ci si stanca mai

1770 Stagioni & mesi

Catïf inverno, catïf istà

Cattuivo inverno, cattica estate.

1780 Stagioni & mesi

Quande fiòca su la föia l'è 'n inverno che fa vöia

Quando nevica sulla foglia è un inverno che invoglia.

Quando nevica sulla foglia, cioè in anticipo, l'inverno non sarà particolarmente rigido.

1790 Stagioni & mesi

Stròpa lónga, inverno lónc; stròpa curta, inverno crūt.

Stoppa lunga , inverno lungo; stroppa corta, inverno corto.

1800 Stagioni & mesi

L'istà e l'inverno no i li a mai magnā nisuni.

Nessuno ha mai mangiato nèl'estate nè l'inverno.

Prima o poi sia il caldo che il freddo si fanno sentire.

1810 Stagioni & mesi

Ogni frut a la só stagiô; oppure  Ogni frut el g'á la sóa stagiô

Ogni frutto ha la sua stagione oppure ogni frutto ha la sua stagione.

Ogni frutto è buono quando matura nella giusta stagione. Oppure, sotto metafora : Ogni essere vivente deve seguire i ritmi e le regole della natura. Oppure : Ogni cosa a suo tempo.

1820 Stagioni & mesi

Per la seriöla da l'inverno söme föra, fra piöver e fiocär, giusto quaranta dï g'à da pasār.

Per la festa della Candelora (2 febbraio) dall'inverno siamo fuori; fra piogge e nevicate 40 giorni devono trascorrere. Il proverbio presenta una lettura non facile; Tuttavia i 40 giorni citati non sono casuali e possono avere "un senso mistico-simbolico", derivante dai testi bibblici: "la candel

1830 Stagioni & mesi

A Santa Luisia 'na pónta d'ùcia; a Nadal en pas d'en gal.

A Santa Lucia ina punta d'ago; a Natale un passo di un gallo.

A Santa Lucia (13 dicembre) si allunga il giorno dipochissimo (una punta d'ago), un pò di più a Natale (un passo di un gallo).

1840 Stagioni & mesi

Se piövi ai trī aprilanti, 40 dī someiànti.

Se piove i primi tre giorni di aprile, piove per quaranta giorni. 

A seconda del tempo che farà i primi tre giorni di aprile, ne seguiranno una quarantina di similari.

1850 Stagioni & mesi

Avrìl avrilét ogni dì 'n gosèt.

Aprile apriletto ogni giorno un goccio d'acqua. 

Aprile un pò biricchino ci porta ogni giorno un pò di pioggerella primaverile.

1860 Stagioni & mesi

Se piövi a Sant'Ana l'è 'na mana.

Se piove a Sant'Anna è una manna.

 

Se piove il giorno di Sant'Anna, durante il mese di luglio sono favoriti i raccolti della campagna.

1870 Stagioni & mesi

El tèmp el se paga.

Il tempo si paga da se.

Il tempa fa ciò che vuole.

1880 Stagioni & mesi

Piövi del genār erba de febrār.

Pioggia a gennaio, erba a febbraio.

1890 Stagioni & mesi

Nìgoi en montagna no' bagna la campana.

Nuvole in montagna non bagnano la campagna.

1900 Stagioni & mesi

Tompèsta de magio, suta de agóst.

Grandine di maggio, siccità di agosto.

 

Quando il mese di maggio è interessato da forti temporali con tempesta, il mese di agosto è sposso caratterrizzato da un periodo di siccità.

1910 Stagioni & mesi

Se piövi su l'olivèla, Pasqua l'è bèla; oppure  Se piövi sun l'olīf, no piövi sui öf;

 oppure se piövi su l'olivèla cioca 'l sól su la brasadèla.

Se piove sull'olivo, Pasqua è bella; oppure  se piove sull'olivo non piove sulle uova di Pasqua; oppure se piove il giorno delle Palme a Pasqua ci sarà il sole.

1920 Stagioni & mesi

Vöia o no' vöia , Pasqua la fa föia.

Voglia o non voglia, Pasqua produve foglia.

1930 Stagioni & mesi

Aqua de avrìl la pianta 'l fenìl.

Pioggia di aprile pianta il fienile.

L'acqua che cade durante il mese di aprile consente di produrre foraggio abbondante da porre nel fienile.

1940 Stagioni & mesi

Se te vö patīr le pène del l'inferno: Peschiera d'istà e Torbole d'inverno.

Se vuoi provare le pene dell'inferno: soggiorna a Peschiera durante l'estate e a Torbole durante l'inverno.

1950 Stagioni & mesi

A setèmbre se destàca tut quel che pendi.

A settembre si stacca tutto quello che pende.

Nel mese di settembre si raccolgono tutti i frutti che pendono maturi dagli alberi.

1960 Stagioni & mesi

Chi pianta de avrìl cava de magio.

Colui che pianta in aprile toglie via di maggio.

 

Il contadino che pianta in aprile ovvero in un periodo non adatto alla messa a dimora delle piante, sarà costretto a toglierle nel mese di maggio perchè saranno morte, non essendo potute attecchire.

1970 Stagioni & mesi

Bô come l'aqua de lùi.

Buono come l'acqua di luglio.

Metaforicamente : una cosa buona la pari del unaa pioggia ristoratrice che cade nel mese di luglio.

1980 Stagioni & mesi

De ∫ugn méti la mesóra en pugn.

A giugno prendi il falcetto in pugno.

Nel mese di giugno è tempo di falciare il frumento e l'erba.

1990 Stagioni & mesi

La ve∫ilia de San ∫oàn piövi tuč i an.

Alla vigiglia di San Giovanni piove tutti gli anni.

2000 Stagioni & mesi

la ro∫a del San ∫oàn la guarìsí tuč i malàn.

La rugiada di San Giovanni guarisce da tutti i malanni.

2010 Stagioni & mesi

Suche e fê en d'en mēs i vê.

Zucche e fieno in un mese crescono.

2020 Stagioni & mesi

Aqua de agóst: mél e móst.

Acqua di agosto: miele e mosto.

Se piove il mese di agosto si raccoglieranno frutti saporiti e seguirà una vendemmia dal mosto maturo.

2030 Tavola

A star coi pê sóto ls tàola no' se devénta mai vèč.

Mangiare seduti a tavola ci si mantiene a lungo in salute.

2040 Tavola

Quel che no'ngo∫a, 'ngrasa, quel che no stangola, pasa.

Quello che non ingozza, ingrassa.

Anche un cibo che non si gradisce può far bene, purchè si lasci inghiottire.

2050 Tavola

La bóca no l'è straca se no' la sa de vaca.

Rispecchia l'abitudine di finire i pasti col formaggio ricavato dal latte di mucca.

2060 Tavola

Chi g'à 'l pâ no' g'à i dénč; chi g'à i dénč no' g'à 'l pâ.

 

Chi possiede il pane non ha i denti; chi ha i denti manca del pane.

Chi ha soldi o mezzi, magari non ha salute; al contrario: chi ha forza e salute non ha i mezzi e ricchezza per goderla.

2070 Tavola

Pâ e vî e sòche. e lasa pur che 'l fiòche.

Pane e vino e ceppi, e lascia pure che nevichi.

Quando ci sono pane, vino e ceppi di legna per riscaldarsi può pure nevicare.

2080 Tavola

La pégra che sbègala, la perdi 'l bocô.

La pecora che bela, perde il boccone.

Chi continua a parlare mentre mangiaperde il boccone, o anche chi parla troppo perde l'occasione buona.

2090 Tavola

Polenta e puìna pù se'n màgna e meno se camina.

Polenta e ricotta sono cibi di scarso nutrimento e danno poco vigore.

2100 Tavola

Pâ e nós, magnàr da spós; nós e pâ magnàr da câ.

Pane e noci mangiare da sposi; noci e pane mangiare da cane.

E' un modo alquanto cotradditorio per dire che un cibo povero può essere considerato prelibato o scadente a seconda dell'occasione.

2110 Tavola

L'ultim gòto l'è quel che 'mbriàga.

L'ultimo bicchiere è quello che ubriaca.

L'ultima goccia è quella che fa tracimare il vaso.

2120 Tavola

Val pù asē en bô polsô che 'n bô bocô.

Vale di più un buon riposo che una buona mangiata.

2130 Tavola

Chi no bevi 'n compagnia o l'è 'n ladro o l'è 'na spia.

Chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia.

Chi non si unisce alla compagnia ha qualcosa da nascondere.

2140 Tavola

Putòst che 'n vanse che crèpe le panse.

Piuttosto che ne avanzi crepi la pancia.

Vecchio detto di quando la gente soffriva la fame ed era un delitto lasciare avanzi in travola.

2150 Tavola

Él pâ dei altri l'è sempre pù bô.

Il pane degli altri è sempre più buono.

Le cose che hanno gli altri sembrano sempre migliori.

2160 Tavola

Chi sta arént a la pignàta magna la manèstra calda.

Chi è vicino alla pentola mangia la minestra sempre calda.

Chi è vicino a chi vive nell'abbondanza riesce sempre ad avere la parte migliore.

2170 Tavola

La carbonèra no' magnarla mai de séra.

La carbonera non mangiarla mai di sera.

La carbonera, polenta condita mentre cuoce, con molto formaggio e olio è un cibo difficile a digerirsi.

2180 Tavola

Él cafè de la matina 'l tira su la petorina.

Il caffè del mattino tira su la pettorina.

Un buon caffè la mattina, rinfranca.

2190 Tavola

Mìga tute le brasadèle le rìesi col sò būs.

Non tutte le ciambelle riescono col buco.

Non sempre le cose che si fanno riescono come si vorrebbe.

2200 Tavola

Ónta e bisónta, soto la tèra scónta, bona da magnàr e bruta da 'ndovinàr

Unta e bisunta, sotto la terra nascosta. Buona da mangiare e difficile da indovinare.

É la focaccia che si cuoceva sul focolare, nella padella coperta di brace e cenere.

2210 Tavola

Magnàr e gratàr, basta scomensiàr.

A mangiare e a grattarsi basta cominciare.

Se cominci a mangiare e a grattarti non smetteresti mai.

2220 Tavola

Per chi è famà ogni erba l'è 'na bontà.

Per chi ha fame ogni erba è buona.

Per chi ha fame qualsiasi erba commestibile è buona purché tolga la fame.

2230 Tavola

La pansa piena, no la capisi quela gùa.

La pancia piena non comprende quella vuota.

Chi vive nell'abbondanza non comprende i problemi di chi è nel bisogno.

2240 Tavola

Se no' l'è supa, l'è pâ bagnà.

Se non è zuppa è pane bagnato.

É sempre la stessa minestra, cambia il nome, ma non la sostanza.

2250 Tavola

Chi magna da per él, crepa da per él.

Chi mangia da solo, crepa da solo.

Chi non sa condividere, si troverà solo anche quando ha bisogno degli altri.

2250 Vari

***cancella

***

2260 Tavola

Manèstre riscaldàe e spó∫e tornàe, no' le è pù bóne come le è stae.

Minestra riscaldata e spose tornate non sono più buone come erano prima.

Cibo riscaldato e amore tornato non sono più buoni come prima.

2270 Tavola

La carne pù bona l'è quela tacà a l'òs.

La carne più buona è quella attaccata all'osso.

Spesso scartiamo le cose migliori perché non si presentano bene.

2280 Tavola

Lat e vî fa 'l sanc fì.

Latte e vino fanno il sangue fino.

Latte e vino rinforzano il sangue.

2290 Tavola

L'è méi magnàr sforsà che laoràr de gusto.

É meglio mangiare controvoglia che lavorare sodo.

É meno faticoso  mangiare con poca fame che lavorare sodo e di buona lena. 

2300 Tavola

Ani e gòti no' contarli mai.

Anni e bicchieri non contarli mai.

Gli anni che hai e i bicchieri di vino che bevi è meglio non contarli.

2310 Tavola

L'amór fa far dei salč; la fam amò pù alč.

L'amore fa fare dei salti; la fame ancora più alti

L'amore eccita; ma la fame ancora di più.

2320 Tavola

Pansa gùa e gòto piê: möri la vaca e chi la tê.

Pancia vuota e bicchiere pieno; muore la mucca e chi la custodisce.

Chi pensa più a bere che a procurarsi il cibo fa morire se stesso e quello che gli procura profitto.

2330 Tavola

Tripe e mèrda perché l'oste no 'l ghe pèrda.

Trippe e merda perché l'oste non abbia a perderci.

Le trippe bisogna lavarle bene, ma non troppo affinché non perdano peso e quindi valore economico.

2340 Tavola

O magnàr 'sta manestra o saltàr da la finestra.

O mangi questa minestra o salti dalla finestra.

Quello che c'è da fare, bisogna farlo a tutti i coisti.

2350 Tavola

Òca e pìto i fa bô brö.

Oca e tacchino fanno buon brodo.

Oca e tacchino fanno un brodo saporito.

2360 Tavola

Chi va 'n lèt sénsa séna, tuta la nòt él se reména. 

Chi va a dormire affamato si rigira tutta la notte.

2370 Uomini & donne

I òmegn per la parola, i musi per la cavésa.

Gli uomini si prendono per la parola, gli asini per la cavezza.

2380 Uomini & donne

Fénne, màchine e leròi i è sempre embroi...

Donne, macchine e orologi sono sempre cose complicate, imbrogli.

2390 Uomini & donne

Se té marìde 'na fénna sensa conosérla a fàt völ dir che te sé màt. E se dopo che te la conose e te te fide, te te sbaglie se te la maride.

Se sposi una donna senza conoscerla a fondo sei matto. E sae dopo che la conosci bene e ti fidi la sposi, hai sbagliato sicuramente.

2400 Uomini & donne

Mát chi se marida, mát chi no se marida.

Matto chi si sposa, matto chi non si sposa.

2410 Uomini & donne

La fénna l'è come la castagna...bèla de föra dentre magàgna.

La donna è come una castagna, bella di fuori ma dentro si nasconde la magagna.

2420 Uomini & donne

'Na fénna che cò∫ì sensa diàl no' la val en capitàl.

Una donna che cuce senza ditale, che non ha pratica dei lavori di casa, non vale un capitale.

2430 Uomini & donne

'Na nòs per sàc e 'na fénna per ca'.

Una noce per ogni sacco ed una donna sola per ogni casa, altrimenti fa troppo rumore.

2440 Uomini & donne

Fénne, sas, bis... colpi fis.

Per le donne, i sassi, i serpenti...colpi duri e  pesanti.

2450 Uomini & donne

Al ciàr de la candéla no' se stima né fénna né tela.

Né donna né tela si scelgono alla luce della candela.

2460 Uomini & donne

Quande è sonà l'Ave Maria, l'è bèla la tòa tant come la mia.

Alla luce di candela tutte le donne sono belle alla stessa maniera.

2470 Uomini & donne

Chi g'à na béla fénna no' l'è tuta sóa.

Chi ha una bella donna...forse non è solo sua.

2480 Uomini & donne

L'è bèla, tuč i la völ, ma nisùni la töl.

É bella, tutti la vogliono, ma nessuno se la piglia.

2490 Uomini & donne

Ogni bèla scarpa la devénta 'na bruta savàta.

Ogni bella scarpa diventa una brutta ciabatta.

La bellezza della gioventù spesso non dura a lungo.

2500 Uomini & donne

La campana de nòt l'è quela che sona pù fōrt.

Il parere del consorte è sempre quello più ascoltato.

2510 Uomini & donne

Pòra quéla ca' che 'l gal el tà∫i e la galìna canta.

Famiglia problematica diove il marito tace e decide solo la moglie.

2520 Uomini & donne

La gh'à ' na luchèla!

Ha una lingua!

Riferito a una donna chiacchierona e pettegola.

2530 Uomini & donne

La gh'à el nàs pontì.

Ha il naso a punta.

Riferito a donna con il naso rivolto all'insù. Metaforicamente si dice di una donna che si pavoneggia convinta di avere fattezze uniche.

5010 Affari & soldi

I sióri no' i è vache.

I signori non sono vacche.

I signori si trattano bene e si riconoscono per lo stile che li differenzia dalla massa.

5020 Affari & soldi

Pagār sóra la bròca.

Pagare sopra il chiodo (che veniva usato nei recipienti per segnare la giusta misura).

Strapagare, pagare oltre il dovuto.

5030 Affari & soldi

Érghe vergót a bóca dólsa.

Avere qualcosa facilmente, senza faticare.

5040 Affari & soldi

Tant él ciapa e tant él magna.

Tanto prende e tanto mangia.

Tanto guadagna e tanto spende.

5050 Affari & soldi

L'è piociōs 'n del dīs él.

E' pidocchioso dove dice lui.

Si dimostra tirchio solo quando e dove vuole lui.

5060 Affari & soldi

Él piövi sempre sul bagnà.

Piove sempre sul bagnato.

La fortuna sorride sempre a chi ne ha già.

5070 Affari & soldi

A chi massa e a chi miga.

A chi troppo e a chi niente.

C'è chi ha più del dovuto e chi non ha neanche il necessario per sopravvivere.

5080 Affari & soldi

Sercār la roba bóna, bèla e a bô mercà.

Cercare la merce buona, bella e a buon mercato.

Pretendere qualità e convenienza in ciò che si cerca.

5090 Affari & soldi

Pòri i mē schèi mal spēs!

Poveri i miei soldi sprecati!

Espressione di rammarico per i soldi investiti in qualcosa che non ha dato la resa sperata.

5100 Affari & soldi

Érghe via 'l pom per la sé.

Aver messo via la mela per la sete.

Aver messo da parte qualcosa per l'eventuale necessità.

5110 Affari & soldi

Nār a trār i sas en del lāc.

Andare a lanciare i sassi nel lago.

Perdere tempo in un lavoro di nessuna utilità.

5120 Affari & soldi

Butār i schèi föra dala finestra.

Buttare i soldi fuori dalla finestra.

Sperperare il denaro.

5130 Affari & soldi

Érghe i schèi su l'óngia.

Avere i soldi sull'unghia.

Avere i soldi in contanti.

5140 Affari & soldi

Sbarcār el lunàri.

Sbarcare il lunario.

5150 Affari & soldi

Nār a reméngo.

Andare in rovina.

5160 Affari & soldi

Tégner da cōnt.

Risparmiare.

5170 Affari & soldi

Far le nòse cói fīc séc.

Fare bella figura spendendo poco.

5180 Affari & soldi

I tö schèi e la mia testa.

I tuoi soldi e la mia testa.

Come dire che i soldi finiscono sempre nelle mani di chi non sa usarli e goderli.

5190 Affari & soldi

Restàr en braghe de tela.

Restare in braghe di tela.

Rimanere al verde senza un soldo.

5200 Affari & soldi

I schèi robā no' i fa profit.

I soldi rubati non rendono.

Il denaro ottenuto con il furto non viene mai impiegato in maniera corretta e spesso porta alla rovina il possessore.

5210 Affari & soldi

Fidàrse va bê, no' fidàrse l'è méi.

Fidarsi va bene, non fidarsi è meglio.

Si riferisce a situazioni poco chiare dove è necessario essere molto prudenti.

5220 Affari & soldi

Fàr el pas pù lónc de la gamba.

Fare un passo più lungo della gamba.

Partecipare a un affare più grande delle nostre possibilità economiche con il rischio quasi calcolato del suo fallimento.

5230 Animali

Nār 'n del let co' le galine.

Andare a letto presto.

5240 Animali

Scrìver come 'na galina.

Scrivere come una gallina.

Scrivere male.

5250 Animali

Érghe 'n servèl da galina.

Avere il cervello di una gallina.

5260 Animali

Éser en quatre gač.

Essere quattro gatti.

5270 Animali

Far la figura de l'à∫en.

Fare una figura da asino.

5280 Animali

Cantar da gal.

Cantare vittoria.

5290 Animali

Gnanca se te cante da gal!

Nemmeno se canti come un gallo.

In altre parole: non otterrai quello che chiedi, nemmeno se farai cose straordinarie.

5300 Animali

Érghe 'na testa piena de surle.

Avere una testa piena di surle (maggiolini).

Avere la testa vuota.

5310 Animali

Te gh'è 'na testa che no' la magna gnanca i bis!

Hai una testa che non mangiano nemmeno i serpenti!

Hai una testa talmente dura, che non la mangerebbero nemmeno i serpenti!

5320 Animali

Magnār comâ 'n porc.

Mangiare da far schifo (come un maiale).

5330 Animali

Te se vērt comâ 'na ruga (o en lugōr).

Sei verde come un bruco (o un ramarro).

5340 Animali

Desmesiār el câ che dòrmi.

Svegliare il can che dorme.

5350 Animali

Te se cone 'na sdinsàla.

Sei come una zanzara.

Veloce, fastidioso o incostante.

5360 Animali

Nār piâ come 'na lumaga o 'na formìga.

Essere lento come una lumaca o una formica.

5370 Animali

Desmesiār en formighēr.

Svegliare un formicaio.

5380 Arti & mestieri

∫o sgiaorà mōrt.

Sono stanco morto.

 

Sono stanchissimo.

5390 Arti & mestieri

Méterghe la gòba.

Metterci la gobba.

Lavorare sodo.

5400 Arti & mestieri

Suār come 'n à∫en. Laorār come 'n méngio.

Sudare come un asino.

Sudare molto per la fatica.

5410 Arti & mestieri

Érghe tanàca.

Saperci fare.

5420 Medici & medicine

Cavār el sànc de dòs.

Toglier il sangue da addosso.

Essere tanto insistente e petulante da togliere il fiato.

5430 Medici & medicine

Far végner el mal de pansa.

Far venire il mal di pancia.

Essere tanto insistente e petulante da far venire il mal di pancia.

5440 Medici & medicine

Érghe 'na févra da cavàl.

Avere una febbre da cavallo.

Avere una febbre altissima.

5450 Medici & medicine

Sofrīr le pene de l'Inferno.

Soffrire le pene dell'Inferno.

Soffrire moltissimo.

5460 Medici & medicine

Varda che te se' pèl e òs.

Guarda che sei pelle e ossa.

Si riferisce a persona ammalata, denutrita, che dato il suo stato, deve sforzarsi di mangiare. 

5470 Medici & medicine

Gamba 'n lèt e bràs al còl.

Gamba a letto e braccio al collo.

Si riferisce al fatto che quando si ha un arto inferiuore infortunato si deve rimanere a letto; al contrario di quando la malattia interessa il braccio che può essere curato legandolo al collo.

5480 Medici & medicine

Sèrti rimèdi i è pé∫i del mal.

Certi rimedi sono peggiori del male.

Si dice in riferimanto a certe cure che alla fine sono più dannose della malattia che vogliono combattere.

5490 Santi

Tirār ∫o i Sānč da l'altēr.

Tirare giù i Santi dall'altare.

Espressione che indica un fedele che pratica la chiesa senza essere un devoto.

5500 Santi

San ∫oàn l'è 'l dì pù lónc de l'an.

San Giovanni Battista, il 24 giugno, è il giorno più lungo dell'anno.

É un'espressione molto vicina al vero: infatti siamo nel solstizio d'estate.

5510 Santi

Dir su le tàanie.

Recitare le litanie.

Pratica un tempo assai più diffusa che al giorno d'oggi.

5520 Santi

Tégner su 'l rosàri.

Recitare il rosario.

Il modo di dire si applica particolarmente a qualcuno che nella recita del rosario ha un ruolo attivo, trainante.

5530 Tavola

No' vansar gnanca i trós.

Non avanzare nemmeno i torsoli.

Mangiare proprio tutto, non lasciare nemmeno i torsoli delle mele.

5540 Tavola

Magnār la polenta sorda.

Mangiare la polenta senza companatico.

5550 Tavola

Érghe 'na fam da orbo.

Avere una fame da cieco.

Essere terribilmente affamato.

5560 Tavola

Magnār come 'n lof.

Mangiare come un lupo.

5570 Tavola

Magnār come 'n porsèl.

Mangiare come un porco.

5580 Tavola

So  ∫gionf come 'na bala.

Mi sento pieno come un pallone.

5590 Tavola

Se no' le è rave i è fasöi.

Se non sono rape sono fagioli.

Se non è bianco, è nero.

5600 Tavola

No ' ghè carne sensa os.

Non c'è carne senza osso.

Non c'è piacere senza dolore.

5610 Tavola

Lamentarse del brö  gras.

Lamentarsi del brodo grasso.

Lamentarsi delle cose buone.

5620 Tavola

Tirār la cinghia.

Fare economia o anche mangiare poco.

5630 Tavola

Bagnarse 'l bèc.

Bagnarsi il becco.

Fare un piccolo assaggio di qualcosa.

5640 Tavola

 Éser de bóca bóna.

Essere di bocca buona.

Mangiare di tutto.

5650 Tavola

Magnār manestra maridā.

Mangiare minestra sposata.

Mangiare minestra in cui è stata cotta pasta o riso.

5660 Tavola

Éser 'na  ∫limpia o ne ∫ligós.

Essere una schifiltosa o uno di poco appetito.

Non trovare mai il cibo che piace.

5670 Tavola

Érghe la bóca dólsa.

Avere la bocca dolce.

Volere sempre le prelibatezze.

5680 Tavola

Él völ le léngue de gardelî oppure el lat de galina.

Vuole le lingue di cardellino oppure il latte di gallina.

Volere sempre quello che non c'è.

5690 Tavola

Formài 'n grósta e poìna 'n ponta.

Il formaggio in crosta e la ricotta in punta.

Il formaggio è buono vicino alla crosta e la ricotta al centro: semplice consiglio per gustare la parte migliore del formaggio.

5700 Tavola

Él cafè: bolént, sedént, per gnént.

Il caffè: bollente, sedente, per niente.

Per gustare nella giusta maniera un buon caffè deve essere: bollente, bevuto stando tranquillamente seduti e magari offerto da qualche amico.

5710 Miscellanea

No 'l capisi né via, né sentér.

Non capisce niente.

5720 Miscellanea

 Ér fat 'na fichetā.

Aver commesso un errore fondamentale.

5730 Miscellanea

L'è brut comâ i dèbič .

E' brutto come i debiti.

5740 Miscellanea

'N tirarìe ∫ó  'n barchét.

Direi un sacco di parolacce.

5750 Miscellanea

No 'l tàia gnâ  le biastéme.

Non taglia nemmeno le bestemmie.

Si dice di un coltello non affilato.

5760 Miscellanea

E ∫ìnc e ∫ónc.

E su e giù.

5770 Miscellanea

 Él n'à tirà ∫ò per i pōrc.

Ne ha dette per i porci.

5780 Miscellanea

Té strasarìe drē  ai mūr.

Ti consumerei lungo i muri. 

Ti distruggerei.

5790 Miscellanea

Farne 'na mìsa.

Farne una quantità enorme.

5800 Miscellanea

Far ne spegàs.

Fare un macello... una strage.

5810 Miscellanea

Méter su da lavàr  ∫ó.

Scaldare l'acqua per lavare i piatti.

5820 Miscellanea

L'è òrbo comâ 'n cospetô.

E' orbo come un pesce.

A quanto dicono i nostri vecchi, consultati in merito, non si pesca più nel nostro lago.

5830 Miscellanea

Ciape û e ghe dò a quel altre.

Prendo uno e picchio l'altro.

Espressione molto usata dai genitori quando non sanno quale figlio punire per primo.

5840 Miscellanea

Chi no g'à 'l gōs g'à la gòba.

Chi non ha un difetto ne ha un altro.

5850 Miscellanea

L'è tóa, l'è mìa, l'è mòrta a l'ombrìa.

E' tua, è mia, è morta a causa della sua stessa ombra.

E' una cantilena che ben sottolinea l'eterno atteggiamento dell'indeciso.

5860 Miscellanea

En amor e 'n guèra gh'è pù bale che tèra.

In amore e in guerra le bugie sono più numerose della terra su cui si cammina.

5870 Miscellanea

Se 'l Signor no 'l völ, gnanca i Sānč i pöl.

Se Dio non vuole, neanche i Santi possono fare i miracoli.

5880 Miscellanea

Lónga la storia, curta la via, conta la tóa, che la mia l'è finìa.

Ritornello con cui si conclude una favola.

5890 Miscellanea

Sercār el pél 'n de l' öf.

Cercare qualche piccolo difetto anche se non c'è.

5900 Miscellanea

Érghe le mâ de mèrda o de poìna.

Non aver forza nelle mani, lasciar cadere facilmente le cose.

5910 Miscellanea

Se dirìa che l'à pisà 'n česa.

E' sfortunato come se avesse profanato un luogo sacro.

5920 Miscellanea

Se ciapa pù mosche co' la mél che co' la fél.

Si prendono più mosche col miele che col fiele.

Si ottiene di più con le buone maniere che con le cattive.

5930 Miscellanea

Se te vö saér la verità va dal pù pìcol de la cà.

Se vuoi sapere la verità vai dal più piccolo della casa.

I bambini sono i più sinceri.

5940 Miscellanea

Él Pachéra el gh'éra, la Catina l'è nasùa prima, él Gioàni 'l g'à pù tanč  ani e 'l Sigismondo l'è sta 'l prim ch'è vegnù al mondo. Ci èl el pù vèč ?

Pachera c'era, Catina è nata prima, Giovanni ha più anni e Sigismondo è stato il primo a venire al mondo. Chi è il più vecchio?

Filastrocca.

5950 Miscellanea

Tirār l'aqua sul sò prà.

Tirare la ragione o qualche beneficio a proprio vantaggio.

5960 Miscellanea

Va a farte cunar.

Vai a farti cullare.

Vai fuori dai piedi.

5970 Miscellanea

I ne fa scavéte.

Si divertono a più non posso.

5980 Miscellanea

En dòs e 'na val i fa 'n gualīf.

Un dosso e una valle formano un piano.

5990 Miscellanea

L'à capì Roma per Toma.

Ha capito una cosa per un'altra.

6000 Miscellanea

Pecà confesà, l'è mès perdonà.

Riconoscere i propri errori è già essere un po' perdonati.

6010 Miscellanea

Él fa scarése.

Suscita ribrezzo.

6020 Miscellanea

L'è vèč  stra∫ì.

E' così vecchio che è da buttare.

6030 Miscellanea

Mésa ciapā, giornā guadagnā.

Quando la fede era più sentita, chi era andato a messa, aveva già guadagnato la giornata.

6040 Miscellanea

Nār ∫ó  a bocaiô.

Cadere con la faccia.

6050 Miscellanea

Nār ∫ó a sgrotolô.

Cadere lungo un terreno accidentato.

6060 Miscellanea

Ghe n'è  'na ∫gerā .

Ce n'è un gran mucchio.

6070 Miscellanea

G'ò bravà.

L'ho sgridato.

6080 Miscellanea

Él fèt a posta o per de bô?

Scherzi o lo fai davvero?

6090 Miscellanea

En bèl véder el fa 'n bel créder.

Se tu vedi ti convinci di più.

6100 Miscellanea

L'è nasù co' la suta.

E' nato con la siccità, riferito a chi ama un bicchiere di troppo di troppo.

6110 Miscellanea

L'è come la rua de San ∫ê, en pöc la va e 'n pöc la vê.

E' come la ruota di San Zeno, un po' va e un po' viene.

Non è una persona affidabile.

6120 Miscellanea

Campa caval che l'erba la crési.

Campa cavallo che l'erba cresce.

Riguarda quelli che promettono e non mantengono o anche progetti che non si realizzano.

6130 Miscellanea

Vestisi 'n pal, el par  'n cardinàl.

Vesti un palo e sembra un cardinale.

L'apparenza inganna.

6140 Miscellanea

Só mis negà.

Sono bagnato fradicio.

6150 Miscellanea

L'è 'ncocognà lì.

E' chiuso nel suo mondo, non ha interessi.

6160 Miscellanea

 Él fa le schìtolebèrtole.

Un gatto o un bambino che fa le giravolte.

6170 Miscellanea

Nār de ònda.

Andare di fretta.

6180 Miscellanea

Nār de tràmbala.

Camminare traballando.

6190 Miscellanea

'Nde gh'è Gigi gh'è Parigi.

Dove c'è l'innamorato ci sono tutte le bellezze del mondo.

6200 Miscellanea

L'è 'n revertèri.

C'è un caos assoluto.

6210 Miscellanea

L'è rós enpisà.

E' rosso come il fuoco.

6220 Miscellanea

Él ghé discóri.

Vuole fidanzarsi con una ragazza o lo è già.

6230 Miscellanea

 ∫achete, el l'à brincà.

Con un colpo secco lo ha preso.

6240 Miscellanea

L'è 'na sbètega.

E' una pettegola.

6250 Miscellanea

A sèt ani s'è putèi, a setanta ancora quéi.

A sette anni si è bambini, a settanta si ritorna ad  esserlo.

6260 Miscellanea

Scarpa larga e gòto piê , ciapa 'l mondo come 'l vê.

Scarpe comode e un bichhier di vino ti aiutano a prendere i problemi così come vengono.

6270 Miscellanea

Che 'l sie bô, che 'l sie sâ, che 'l gàbie 'n tòc de pâ .

Che sia buono, che sia sano, che abbia il necessario per vivere.

Sono le condizioni da tenere presente quando si cerca marito.

6280 Miscellanea

Quande 'l corpo él se frusta, l'anima la se giusta.

Quando la salute se ne va, uno si aggrappa alla fede.

6290 Miscellanea

Ò desgatià  'n gomisèl o i cavéi.

Ho districato i fili di un gomitolo aggrovogliato o sciolto i capelli.

6300 Miscellanea

Barlòt da nī.

Uovo da nido marcio.

Metaforicamente riferito a persona che fallisce e non porta a termine le cose intraprese.

6310 Miscellanea

Smerdèl da nī.

Ficcanaso che si intromette sempre dove non è necessario.

6320 Miscellanea

Sol i Sānč i pól far miràcoi.

Espressione usata come risposta di chi è sollecitato a far in breve tempo cose molto impegnative.

6330 Miscellanea

'N an pasa 'n an.

Un anno segue un altro anno.

Sembra indicare il sollievo per un altro anno trascorso, in attesa di tempi migliori.

6340 Miscellanea

Nār a porta ìnferi.

Morire.   "Porta inferi" indica il passaggio che introduce nel regno dei morti.

6350 Miscellanea

No' éserghe né Sānč né Madòne.

Non ci sono né Santi né Madonne.

Non ci sono ragioni che tengano.

6360 Miscellanea

No' ghe pār gnànca véra de stār bê.

Non gli sembra vero di star bene.

Chi ha avuto una grave malattia è sorpreso di essere tornato in salute.

6370 Miscellanea

Basta Bastiâ!

E' ora di finirla!

6380 Miscellanea

Éser come 'na saltaròta.

Essere agile e saltellante come una cavalletta.

6390 Miscellanea

Ciapàr uno a pés en facia.

Prendere in giro una persona ingannandola.

6400 Miscellanea

 Éser tacaìs.

Essere appiccicaticcio.

Metaforicamente, riferito ad un bimbo viziato che non si allontana mai dalla madre

6410 Miscellanea

La cavra la g'à magnà i libri o el silabàri.

La capra gli ha mangiato i libri scolastici o il sillabario.

Riferito a uno che o ha abbandonato la scuola o non ha voglia di impegnarsi nello studio.

6420 Miscellanea

Tà∫i che te se' pé∫i de 'na tàcola.

Taci, che sei peggio di una taccola.

Esortazione che si rivolge a uno che continua a parlare sbraitando.

6430 Miscellanea

Catīf come la fél.

Acido come la bile.

Riferito a una persona irascibile che si fa venire "il mal di fegato" quando si arrabbia.

6440 Miscellanea

Éser come 'n pulsî  negà ne l'oio.

Essere come un pulcino  annegato nell'olio.

Sentirsi fradicio come un pulcino caduto nell'olio.

6450 Miscellanea

Gh'èt  déntre surle?

Hai il cervello pieno di maggiolini da non capire quello che ti sto dicendo?

6460 Miscellanea

Fàr en mistēr sól come el būs del cul.

Esercitare un'unica attività come il buco del sedere.

6470 Miscellanea

Éser lonc come la fam.

Essere lungo come la fame.

Metaforicamente, essere lento nel fare le cose.

6480 Miscellanea

Érghe i oč embogonā.

Avere gli occhi parzialmente chiusi come quando si è nella fase del risveglio.

6490 Miscellanea

Engiasà come 'n pìtaro.

Infreddolito come un pettirosso.

6500 Miscellanea

No' sta a törte tanč  caldï .

Non prendertela più di tanto.

6510 Miscellanea

Fār le càgole setìle.

Esser costretto ad agire in una determinata maniera contro la propria volontà.

6520 Miscellanea

Éser n'oca giulìva.

Riferito a una bella ragazza ma con poco cervello, leggera.

6530 Miscellanea

 Éser come 'n gril.

Essere sveglio come un grillo.

6540 Miscellanea

Éser pési de 'na farfàla.

Comportarsi in maniera leggera come un voltagabbana che cambia continuamente idea.

6550 Miscellanea

Éser  'na comàre pét.

Essere una grande pettegola.

6560 Miscellanea

Éser come 'l mat Cìroli.

Essere matto come Cìroli.

Un personaggio famoso per la sua follia.

6570 Miscellanea

Gnanca tēmp de ciapār en pöc de fià.

Neanche il tempo di riposarsi un po' prima di riprendere a lavorare.

6580 Miscellanea

Caminār come n' ànara.

Avere una deambulazione barcollante.

6590 Miscellanea

 Éser piociōs.

Essere una persona avara, quindi pidocchiosa.

6600 Miscellanea

Va' a fàrte 'na velàda.

Vai a farti un vestito.

Togliti dai piedi.

6610 Miscellanea

Végner da Sàgo...

E' da Azzago.

E' un'anima candida, un pazzerello.

6620 Miscellanea

Cargār e descargār montagna.

Caricare e scaricare montagna.

Antica locuzione che indicava l'inizio e la fine dell'alpeggio. Ai primi di maggio riconducevano le mucche in montagna (cargàr) per riportarle nelle stalle il 29 settembre, giorno di San Michele, a stagione conclusa (scargàr). Ancora, inizio e fine della trasumanza.

6630 Miscellanea

Nār e far filò.

Andare e perdersi in chiacchiere.

I filò si tenevano d'inverno nelle stalle, dove la gente della contrada si ritrovava la sera per filare ( da qui il nome); aggiustare gli attrezzi, scambiarsi opinioni, raccontare storie. Oggi la locuzione suona cone ammonimento a quanti si dilungano in confidenze e discorsi di poco conto.

6640 Miscellanea

Tràrse 'n la benèla.

Coricarsi sulla lettiera.

Distendersi sul giaciglio formato da pali, frasche, fieno e paglia presente nei baiti o nelle malghe in montagna.

6650 Miscellanea

'Na pàia!

Una pagliuzza!

Risposta a chi vorrebbe far passare per semplice una cosa difficile da fare.

6660 Miscellanea

Nār a trār.

Andare a sparare ( nel senso di andare a caccia).

6670 Miscellanea

Dormīr come 'n sòc.

Dormire come un ceppo.

Avere il sonno pesante.

6680 Miscellanea

La tóa nóna 'n cariöla!

Tua nonna in carriola.

6690 Miscellanea

∫basàr le àle.

Abbassare le ali.

Calare le arie.

6700 Miscellanea

En d'en fià.

Nel tempo di un respiro.

In un attimo.

6710 Miscellanea

Tör en ùrta uno.

Prendere di mira una persona.

Avversare una persona.

6720 Miscellanea

Mé bàla 'n oč.

Mi trema un occhio.

Espressione dubbiosa di chi non crede a una cosa.

6730 Miscellanea

Érghen capàra

Averne caparra.

Riferito a chi, reduce da un'esperienza dolorosa, ne è uscito stressato e con un ricordo indelebile.

6740 Miscellanea

Vèč  come 'l cùco.

Vecchio come il cucco.

Si usa per indicare una cosa risaputa.

6750 Miscellanea

Érghe figà.

Aver fegato.

Essere coraggioso.

6760 Miscellanea

Restār lì come 'n pàmpan.

Rimanere impalato come un pampino.

Essere indecisi, non far nulla.

6770 Miscellanea

Tiràrse su la petorìna.

Ristorarsi assumendo cibi e bevande.

6780 Miscellanea

Él g'à tocà le tete a la regina.

Ha toccato le tette alla regina.

Il riferimento è ad un vino dolcissimo o di alta qualità.

6790 Miscellanea

∫basàr le récie.

Abbassare le orecchie.

Obbedire, sottomettersi.

6800 Miscellanea

Nār de soravìa.

Traboccare.

Arrabbiarsi.

6810 Miscellanea

 Érghe 'na scàrpa  e 'n sòcol.

Calzare una scarpa e uno zoccolo.

Avere un abbigliamento scompagnato che dà nell'occhio.

6820 Miscellanea

Éser 'n le pétole.

Essere nelle caccole.

Trovarsi nei pasticci.

6830 Miscellanea

Le spusa ch' el stènega o ch' el rènega.

Puzza da far venire il voltastomaco.

6840 Miscellanea

Tör su da dīr.

Essere rimproverato.

6850 Miscellanea

Fàrla föra dal bocàl.

Pisciare fuori dall'orinale.

Rimprovero che viene fatto a colui che, con parole o fatti, vuol descrivere o cimentarsi in un'impresa superiore alle proprie forze.

6860 Miscellanea

Stàrghe su la pànsa a vergùni.

Stare sulla pancia a qualcuno.

Essere di peso. Disturbare.

6870 Miscellanea

Enfàsarse la testa prima de rómpersela.

Fasciarsi la testa prima di rompersela.

Preoccuparsi anzitempo di una cosa o di un fatto prima che accada.

6880 Miscellanea

O sèt o dirisèt.

O sette o diciassette.

O sì o no.

6890 Miscellanea

De rìfete o de ràfete.

In un modo o nell'altro.

Ottenenre una cosa a qualsiasi costo, anche con la violenza o l'astuzia.

6900 Miscellanea

L'è 'na mànega (anche gàbìa) de mač.

E' una manica o gabbia di matti.

Combriccola di persone chiassose, un po' pazzerelle

6910 Miscellanea

Per no'  saēr né lé∫er né scrìver.

Non sapendo né leggere né scrivere.

Scegli la strada più semplice. Consiglio a optare per una scelta comportamentale certa, rispetto a un'alternativa che richiede cognizioni superiori a quelle in possesso della persona che deve agire.

6920 Miscellanea

Éser de sòca bóna 

oppure

 Éser de sòca bóna o stràsa.

Essere di buon ceppo.

Essere di radici buone o scadenti.

La locuzione tende a sottolineare l'onestà della famiglia dalla quale proviene l'individuo in discussione.

Oppure

Proveniente da famiglia facoltosa o abbiente.

6930 Miscellanea

Érghe 'n fār  da santificètur.

Avere un modo di comportarsi da santificetur.

L'espressione è calzante per chi, dietro un comportamento da santarellino, lascia adito a sospetti di secondi fini.

6940 Miscellanea

Ciapār su l' archét.

Prendere all'archetto.

Intrappolare.

Gli "archeč" venivano disseminati nei punti strategici del bosco dai bracconieri per catturare in modo maldestro gli uccellini.

6950 Miscellanea

L'è 'na vàl che se brù∫a.

E' una valle che si brucia.

Lo si dice quando ci si trova in situazioni difficili, o talora come commento scherzoso di un inconveniente di poca importanza, col significato di "ciò che sta accadendo è proprio una disfatta".

6960 Miscellanea

Alà?!

Ma va!

E' un'espressione frequente usata soprattutto per esprimere in credulità, meraviglia.

6970 Miscellanea

De mè∫a vigògna.

Di qualità mediocre; di dimensioni medie. 

La locuzione deriva probabilmente dal fatto che la lana di vigogna era impegata per produrre, abbinata al cotone, filati misti detti di mezza vigogna. Da qui la metafora popolare.

6980 Miscellanea

Te sé pròpi 'ntrēc

Che ingenuo che sei!

Lo si dice a chi si dimostra sprovveduto, talvolta addirittura un po' tonto.

6990 Miscellanea

Volérghe bê l'è 'n pecà mortàl!

Volergli bene è un peccato mortale

E' un delitto accontentarlo. Lo si dice di una persona che non è minimamente riconoscente di un regalo o di un favore fatto.

7000 Miscellanea

Voltàr el putî  'n  la cùna.

Letteralmente: rigirare il bambino nella culla.

Dire una cosa per un'altra, falsificare i fatti. Metaforicamente, attenzione a quello lì, guarda che cambierà la sua versione dei fatti.

7010 Miscellanea

Ciamàr cé∫a.

Chiamare chiesa.

Arrendersi. E' usato spesso per troncare una discussione quando si abbia torto.

7020 Miscellanea

Pasàr en cavalarìa.

Passare in cavalleria.

Lo si dice per indicare un furto. Esempio: " sta 'tent ch 'el capèl no 'l pàsse en cavalarìa" ovvero, sta attento che il cappello non passi in cavalleria; in altre parole: sta' attento che non ti rubino il cappello.

7030 Miscellanea

Ai tēmp de Carlo Códega.

Ai tempi di Carlo Cotica.

Questo personaggio di fantasia pare derivare da quello di Carlo Magno per alterazione fantasiosa. Si riferisce a moltissimi anni fa, secoli e secoli fa.

7040 Miscellanea

Ridùrse ai pasi del pòre limô.

Ridursi nelle condizioni del povero limone.

Si usa questa espressione per dire che una persona è ridotta all'estremo, che è sfinita, che si trova in pessime condizioni. Il riferimento è al limone quando viene spremuto.

7050 Miscellanea

Bèla come 'l cul de la padèla.

Bella come il culo della padella.

Commento sarcastico su una ragazza che si crede bella.

7060 Miscellanea

I è sempre lì a piàn∫er el mōrt per ciavàr el vīf.

Se ne stanno sempre lì a piangere il morto per fregare il vivo.

Lo si riferisce a persone che continuano a lamentarsi per una situazione finanziaria disastrosa quando in realtà non è affatto così.

Oppure, c'era gente in passato che ai funerali mostrava un'ipocrita commozione soltanto perché si riprometteva di trarre certi vantaggi dagli eredi.

7070 Miscellanea

La vê ∫ó  a sécie roèrse.

Viene giù a secchie rovesciate.

Piove a dirotto.

7080 Miscellanea

Gatār quel dal formài.

Trovare quello del formaggio.

Significa trovare chi dà una lezione a un prepotente, chi concia per le feste.

7090 Miscellanea

No' gatàrghe nesû  ciùcio.

Non trovarci nessun gusto, nessun incentivo.

Si dice così di qualcosa in cui non si trova nulla di sapido, di valevole. "L' è 'n om sénsa ciùcio", è un uomo che non dà nessuna soddisfazione, insipido, insulso.

7100 Miscellanea

 Éser  sóra l'òio.

Stare sopra l'olio. 

Lo si dice di persone prepotenti che vogliono comandare o saperne di più degli altri.

7110 Miscellanea

L' è come dàrghe 'na caramèla a 'n muso.

E' come dare una caramella a un asino.

Frase usata a commento di un regalo fatto a una persona che non sa apprezzarlo

7120 Miscellanea

Éser come 'n spiànsīs

Essere come un lampo.

LO si dice a proposito di una persona che ci passa davanti velocissimo.

7130 Miscellanea

Mat come 'n sést, mat come 'n casirèl.

Matto come un cesto, matto come un secchio.

Lo si dice di un pazzerellone, un mattacchione.

7140 Miscellanea

Embriāc come 'na sàpa.

Ubriaco come una zappa.

E' una delle tante immagini per dre l'idea di un ubriacone.

7150 Miscellanea

Tirār a simēnt.

Provocare qualcuno.

7160 Miscellanea

Érghe la luna.

Avere la luna.

Essere irritabile, di cattivo umore.

7170 Miscellanea

Me bàla 'n oč.

Mi balla un occhio.

Ho molti dubbi in proposito.

7180 Miscellanea

Tut le sta a 'n entivàrghe.

Tutto sta nell'azzeccare la faccenda o la cosa.

7190 Miscellanea

Chī, no s'embarca cuchi!

Qui non si imbarcano cuculi.

Espressione scherzosa che suona: qui non ci sono pretesti che tengano!

7200 Miscellanea

Da mač .

Da pazzi.

7210 Miscellanea

Te ghe n'è de béle, ti!

Ne hai di belle, tu!

Espressione che si può tradurre con "Ne hai di pretese, tu!"

7220 Miscellanea

La g'à le mân ∫bù∫e.

Lei ha le mani bucate.

E' troppo incline a spendere.

7230 Miscellanea

Te pö émmaginàrte!

Puoi immaginarti!

Figurati! Ci mancherebbe altro! Frase molto usata che esprime incredulità, scetticismo, netta contrarietà.

7240 Miscellanea

'Na rùa de pàche.

Una ruota di botte.

Un sacco di botte.

7250 Vari

S'incosomài.

Eventualmente.

7260 Miscellanea

Fār de pecà.

Fare (di) peccato.

Fare pena.

7270 Miscellanea

No' gh'è perìcol che..

Non c'è pericolo che..

Vuole esprimere la certezza dell'incapacità di altri a fare qualcosa o della loro poca voglia.

7280 Miscellanea

Dal dìt al fàt.

Dal detto al fatto.

In men che non si dica: non appena s'è detta una cosa, già è stata fatta...

7290 Miscellanea

Sénsa gnànca bufār.

Senza neanche ruttare.

Senza neanche fiatare.

7300 Miscellanea

Parēr bō.

Sembrare buono.

Usato con significato di figurare bene apparire a posto.

7310 Miscellanea

Te conòse mascarina.

Ti conosco mascherina.

Si usa per sottolineare l'atteggiamento ingenuo di una persona che ingenua non è.

7320 Miscellanea

L'è 'n otavàri.

E' un ottavario.

E' un tipo oltremodo noioso. Il modo di dire prende spunto dall'Ottavario dei Morti che si teneva i primi otto giorni di novembre. In questo periodo si pregava e si celebravano messe in memoria dei defunti.

7330 Miscellanea

I curiō  se i pàga al sàbo.

I curiosi si pagano il sabato.

7340 Miscellanea

L'è 'na vecia signàpola.

E' un vecchio pippistrello.

E' una donna magra e ossuta che sembra vivere per scommessa.

7340 Miscellanea

Nar via come 'na ∫dinsa.

Corre come una scintilla.

Individuo lesto a cui lavoro e affari prendono il verso giusto.

7350 Miscellanea

Amàr come 'l tòsec.

Amaro come il veleno.

Riferito a bevanda non zuccherata o a medicina particolarmente amara.

7360 Miscellanea

I è ram o raīs che se séca.

Sono rami o radici che si seccano.

Invecchiare.

7370 Miscellanea

Fàrghe i pê ale mosche.

Fare i piedi alle mosche.

Elogio rivolto a chi è particolarmente disponibile verso il prossimo anche nel soddisfare le esigenze minime.

7380 Miscellanea

Fàrghe 'l bèc a l'òca.

Fare il becco all'oca.

Dare l'ultimo ritocco a una cosa, a un lavoro.

7390 Miscellanea

Dàrghe 'na pàca a le braghe.

Dare una stiratina ai calzoni.

7400 Miscellanea

Nar vìa come 'na ∫dinsa.

Corre come una scintilla.

Individuo lesto a cui lavoro e affari prendono il verso giusto.

7410 Miscellanea

Tégner a mâ.

Spendere con parsimonia.

7420 Miscellanea

Végner a  û.

Arrivare a una conclusione.

7430 Miscellanea

Véderla lónga.

Vederla lunga.

Patire la fame.

7440 Miscellanea

'Ntivar la màcia.

Indovinare la macchia.

Trovare la persona, il lavoro, il posto giusto.

7450 Miscellanea

El l'à 'mbrocā giusta.

L'ha indovinata, ha fatto una giusta scelta.

7460 Miscellanea

Farne pé∫i de Bertoldo.

Combinarne di tutti i colori peggio di Bertoldo.

7470 Miscellanea

Ridi, ridi che la mama l'ha fat i gnòc.

Ridi, ridi che la mamma ha fatto gli gnocchi.

Presa in giro per zittire chi ride a sproposito.

7480 Miscellanea

Câ, se...!

Cane, se...!

Ricorre in frasi esasperate, a commento di atteggiamenti altrui che non si riesce a cambiare.

Esempio: "Câ s'el te dà 'na mâ!"   Figurarsi se ti dà una mano, un aiuto!

7490 Miscellanea

De bô  comando.

Di buon comando.

Da usare tutti i giorni, abitualmente. Lo si dice in riferimento per lo più a scarpe, vestiti, biciclette.

7500 Miscellanea

Gh'è dùbi?

C'è dubbio?

Osi mettere in discussione ciò?

Locuzione con cui si ribadisce l'incontestabilità di un' affermazione

7510 Miscellanea

La  'mbati...

E' questione di..., si tratta solo di...

7520 Miscellanea

L'è bèla da veder!

E' bella da vedere. E' logico! E' naturale che..; per forza!

Si utilizza la frase non solo a sè stante, ma anche per introdurre una risposta: "bèla da veder che vegniva 'a piover",  era logico che sarebbe piovuto.

7530 Miscellanea

Che belèssa de cavalēr!

Che bellezza di bachi da seta!

Frase usata per esprimere scherzosamente meraviglia.

7540 Miscellanea

Digo bé!

Dico bene!

A proposito!

7550 Miscellanea

Èla lónga?

E' lunga?

Deve durare ancora a lungo ( questa storia)? La si usa con i bambini che continuano a frignare o a giocare a giochi fastidiosi; o con colui che persevera in comportamenti già contestati in precedenza.

7560 Miscellanea

A ùsta!

A casaccio, a istinto, tirando a indovinare.

7570 Miscellanea

Nār a l'orba.

Andare alla cieca.

7580 Miscellanea

Gh' èt el föc soto 'l cul?

Hai il fuoco sotto il culo?

Hai così tanta fretta?

7590 Miscellanea

Lè come 'n secēr.

E' come un acquaio.

Lo si dice di un bambino o un ragazzo che mangia voracemente di tutto.

7600 Miscellanea

Fār San Martî.

Fare San Martino.

Traslocare.

7610 Miscellanea

Ma fame 'na carità!

Ma fammi una carità!

Espressione perentoria con cui si liquida un discorso ritenuto assurdo.

7620 Miscellanea

A re∫ô de ...

A ragione di...  Tenuto conto che...  Considerato che...

7630 Miscellanea

Stā a véder se...

Sta a vedere se...Bisogna vedere...!

Chissà (se andrà come pensi!). Frase che sprime dubbio o perplessità.

7640 Miscellanea

Parēr strani.

Sembrare strano.

Far brutta figura a causa dei vestiti indossati, per il volto non ancora rasato, per la pettinatura diversa da quella abituale.

7650 Miscellanea

 Éser só de ∫usta...de calástro.

Essere giù di molla.

Essere sbagliato, depresso, fuori fase.

7660 Miscellanea

 Éla, bisugna sempre che la ghe méte la pèsa.

Lei bisogna sempre che ci metta la pezza.

Lei deve sempre interloquire. Commento indispettito a un ficcanaso inguaribile, che vuole sempre dire la sua anche se nessuno gliel'ha mai chiesto.

7670 Miscellanea

Éser cul e camì∫a.

Essere culo e camicia.

Vale a dire essere intimi amici, andare di perfetto accordo.

7680 Miscellanea

Deventār mat.

Diventare matto. 

Preoccuparsi eccessivamente, prendersela troppo a cuore.

7690 Miscellanea

No' valēr  'na pipa de tabàc. 

Non valere una pipa di tabacco.

Non valere nulla.

7700 Miscellanea

No  'l se ricorda gnanca dal nās a la bóca.

Non si ricorda dal naso alla bocca.

(Egli) non si ricorda nulla, non ha memoria.

7710 Miscellanea

Bóier su come  'l citrato.

Prorompere come il citrato.

Il riferimento è a chi scatta per un nonnulla, sempre pronto a contestare o a reagire.

7720 Miscellanea

Éser tirà a malta fina.

Essere tirato a malta fina.

Espressione di ammirazione che si rivolge a qualcuno vestito in modo insolitamente elegante, ben pettinato e profumato.

7730 Miscellanea

L'à fat i porchéti.

Ha fatto i porcellini.

Ha vomitato.

7740 Miscellanea

NO' se ghe vedìva gnanca a biastemār.

Non ci si vedeva neanche a bestemmiare.

Vale a dire, non si vedeva assolutamente nulla.

7750 Miscellanea

De pàca.

Di pacca.

Immediatamente.

7760 Miscellanea

L'è so pàre cagà e spuà.

E' suo padre cacato e sputato.

E' suo padre tale e quale. Usato di frequente per commentare la completa somiglianza di un bambino o una bambina con suo padre.

7770 Miscellanea

Dal còl an 'nsu tuta testa!

Dal collo in su tutta testa.

Frase usata per dire scherzosamente che qualcuno è intelligente, ha molto cervello.

7780 Miscellanea

Bianc come 'na pèsa lavā.

Bianco come una pezza di stoffa lavata.

Pallidissimo, sbiancato in volto.

7790 Miscellanea

Él s'à rugolà tuta nòt.

Si è rigirato nel letto per tutta la notte.

Lo si dice di uno che ha avuto un sonno molto agitato.

7800 Miscellanea

È pasà el vesco.

È passato il vescovo.

Lo si dice per giustificare una punizione corporale che un bambino ha subito (uno schiaffo, uno sculaccione).

7810 Miscellanea

Él se la fa, él se la dīs...

Se la fa, se la dice...

Commento tra l'ironico e il meravigliato all'atteggiamento di chi fa per conto suo caparbiamente senza ascoltare obiezioni.

7820 Miscellanea

No  'sta a contarme quéla de l'orso!

Non raccontarmi quella dell'orso!

Non raccontarmi favole!

E' riferito a chi sta raccontando frottole o a chi si dilunga in spiegazioni assurdamente eccessive.

7830 Miscellanea

Fatalità!

Come in italiano con significato di "Guarda caso..." "Guarda combinazione..."

7840 Miscellanea

Fat  ∫ó  col fòcol.

Riferito a una persona vestita in modo grossolano e dalle maniere rozze.

7850 Miscellanea

Nuét de mār.

Nudo di mare.

Nudo come un verme, completamente nudo.

7860 Miscellanea

No' sta a secàrghe le óre!

Non star a seccargli le ore!

Non infastidirlo!

7870 Miscellanea

Te se'  'n àscaro.

Sei come un ascaro.

Sei scaltro e veloce.

7880 Miscellanea

Ciapār 'na bèla pégola.

Prendere della bella pece.

Essere sfortunato; persona a cui non ne va bene una neanche per sbaglio.

7890 Miscellanea

Éser nasù nel bombās.

Essere nato nel cotone.

Persona nata e cresciuta nell'abbondanza lontana da qualsiasi difficoltà economica.

7900 Miscellanea

L'è  'na  bra∫a cuèrta.

E' una brace coperta.

E' una persona che sa cammuffare intenzionalmente i suoi secondi fini.

7910 Miscellanea

Nisuna növa, bona növa.

Nessuna notizia, buona notizia.

In attesa di notizie su un avvenimento finché non arrivano, si deve pensare positivamente.

7920 Miscellanea

Nār a sercàr el mal co' la lanterna.

Andare in cerca del male con la lanterna.

E' riferito a persona sprovveduta che vuole, nonostante tutto, cercarsi guai.

7930 Miscellanea

Se te vö viver bê ciàpa 'l mondo come 'l vê.

Se vuoi vivere bene prendi il mondo come viene.

 

Accetta gli avvenimenti che ti accadano così come ti arrivano senza preoccuparti eccessivamente.

7940 Miscellanea

Dio  'l  li fa e 'l li compagna.

Dio li crea e li mette insieme.

Dio li crea e li accoppia l'uno complementare all'altro.

7950 Miscellanea

Dopo 'l nìgol vê sempre 'l  serê.

Dopo il tempo nuvoloso viene sempre il sereno.

Metaforicamente: dopo le burrasche della vita tornano periodi più sereni, più gioiosi.

7960 Miscellanea

Far e desfār  l'è tut en laorār.

Fare e disfare è tutto lavorare.

Si riferisce a chi lavora con poco criterio disperdendo energie inutilmente.

7970 Miscellanea

Végner a ca' co' le pive nel sac.

Tornare a casa con le foglie nel sacco.

Si riferisce a chi ha fallito un'impresa o un affare e gli rimane solo da leccarsi le ferite.

7980 Miscellanea

La salute no' gh'è  schèi  che la paghe.

La salute non ci sono denari per pagarla.

Lo star bene è una ricchezza che ha un prezzo incalcolabile.

7990 Miscellanea

Quande gh'è la salute gh'è tut.

Quando c'è la salute, c'è tutto.

Colui che possiede la salute possiede tutto perché è in grado di avere altri beni materiali.

8000 Miscellanea

Quande s' è  'n  bàl bisugna balār.

Quando si è in azione bisogna ballare.

Quando si è intrapreso un affare bisogna agire fino al suo completamento.

8010 Miscellanea

Eh sì, sì e ... carne pöca!

Riferito a un gran discorrere senza sostanza e costrutto.

8020 Miscellanea

I galantòm se i vedi ne le di∫gràsie.

I galantuomini si vedono nelle disgrazie.

I veri uomini dimostrano la loro nobiltà d'animo quando aiutano durante gli eventi tragici o dolorosi.

8030 Miscellanea

Chi no g'à testa, g'à gambe.

Chi non ha testa, ha gambe.

Non avere testa significa possedere poco giudizio, ma allude anche al fatto di avere poca memoria magari perché si ha la mente altrove.

8040 Miscellanea

Chi va al molî torna enfarinà.

Chi va al mulino torna infarinato.

Chi frequenta certi ambienti o certe compagnie ne assorbe le caratteristiche.

10000 Vari

EN  LÈT  M'ÉN  VO

En lèt m'en vo

De levarme mi no so

A

10010 Vari

MADONNA  SANTA CHIARA

Il figlio è morto e la mamma chiede a Santa Chiara una scala per andarlo a trovare in Paradiso.

&n

MADONNA SANTA CHIARA

Madonna Santa Chiara,

prestemi la vosra scala.

per andare in paradiso

10020 Vari

AMA DIO

Una preghiera che ci richiama alla mente gli avvenimenti più significativi della Pasqua e del Natale. Quel continuo ripetere del verso precedente è tipico

AMA DIO

Ama Dio, non fallire

Tutti gli angeli basta dire,

basta dire a chi vuole,

10030 Vari

Quanta semplicità eppure quanta fede.

PREGHIERA PRIMA DELLA COMUNIONE

Me léve dal bānc e vo a l'altār

Se g'ò qualche pec&agrav

PREGHIERA PRIMA DELLA COMUNIONE

Mi alzo dal banco e vado all'altare

Se ho qualche peccato da confessare

10040 Vari

Non è una preghiera, ma un invito a meditare

PENSIERI SULLA PASQUA

El nostro Signōr

PENSIERI SULLA PASQUA

Il nostro Signore

a Pasqua è risorto

Con il suo visetto smorto

10050 Vari

Non poteva mancare una poesia dedicata alla grande amica dei bambini. Questa volta l'ignoto autore ha voluto rispettare la metrica e ne è uscita una bella composizione.

A SANTA LUCIA

S. Lùsia l'è visina

SANTA   LUCIA

S. Lucia è vicina

Su da bravi andate a dormire

10060 Vari

Veniva recitata subito dopo le orazionidella sera, all'incerta luce della "lum" quando anche fare filò era un lusso che tutti non potevano permettersi. Con poche parole riesce a suscitare tanta tenerezza e una dolcissima malinconia anche in chi non ha vissuto quelle esperienze.

BUONA NOTTE SIGNORE

Buona notte Signore

Smettiamo di pregare,

andiamo a dormire

che l'olio è caro

10070 Vari

PREGHIERA DEI DEFUNTI

Anime sante, anime purganti

Preghè per mi che pregarò

Per voaltre;

El Signōr el ve daghe

PREGHIERA DEI DEFUNTI

Anime sante, anime del Purgatorio

Pregate per me che io pregherò

per voi;

Il Signore vi dia